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Il primo doge di Venezia, Paolo Lucio Anafesto

Paoluccio Anafesto, il primo doge di Venezia: le origini, la storia, la famiglia patrizia, le date, la vita e la sua politica.
Primo doge VeneziaPrimo Doge di Venezia - Venezia

Il primo doge di Venezia è consegnato alle cronache storiche con il nome di Paolo Lucio Anafesto (697-717), conosciuto anche come Paoluccio o più semplicemente Paulicio.

La storia, poco documentata per il periodo, lo pone al comando del governo di Venezia nel 697 per circa 20 anni, fino alla salita al potere del 2° doge Marcello Tegalliano, in carica dal 717 al 726, magister militum - capo della regione militare bizantina di Heracliana (l'attuale Eraclea) - nominato da Ravenna, capitale dell'esarcato che rimase in mano all'Impero d'Oriente fino alla conquista di Astolfo nel 751, conquista che lasciò una significativa indipendenza politica alla laguna veneta.

Gli storici dubitano della realtà storica di Paoluccio Anafesto, e anche del 2° doge, e tendono a considerare come primo doge il 3°, Orso Ipato (726-727), in quanto sicuramente messo al comando dalle popolazioni locali dei Venetici e dei Venetiani.

Ad ogni modo la tradizione vuole che l'elezione del primo doge abbia avuto luogo a Eraclea, durante un'assemblea presieduta dal patriarca Grado Cristoforo, di fronte ai vescovi e alla presenza di 12 famiglie, dette poi apostoliche (Badoer, Barozzi, Contarini, Dandolo, Falier, Gradenigo, Memmo, Michiel, Morosini, Polani, Sanudo, Tiepolo) e di altre 4 famiglie dette evangeliste (Bembo, Bragadin, Corner, Giustinian). L'intenzione dei fondatori si svela quindi già nell'utilizzo di nomi di ispirazione cristiana, per porre un sigillo religioso, un'investitura di Dio sulla fondazione del nuovo ordine politico di Venezia.
Da Paolo Anafesto la tradizione vuole che provenga la famiglia Falier, già presente alla sua elezione nel 697.

La tradizione ha la firma di Giovanni Diacono o da Venezia, autore del Chronicon Venetum, vissuto nel X secolo.

Un'altra interpretazione della critica storica identifica i primi due dogi nella persona di Paolo (... – Ravenna, 727) esarca bizantino dal 726 al 727, conosciuto col nome latino di Paulus Patricius che contratto avrebbe dato Paulicius. L'ipotesi è stata avanzata da John Julius Norwich (1929– 2018) in A History of Venice (1982). Ma restano purtroppo - tra la morte ufficiale di Paoluccio e dell'esarca Paolo - 10 anni di vita da coprire. Quest'ipotesi li colma unendo le due personalità di Anafesto e Tegalliano in una sola.

Durante il suo dogado Pauluccio sembra certo che si rese protagonista, insieme al suo successore il magister militum Marcello, di un successo diplomatico firmando un trattato di non aggressione con il re dei Longobardi Liutprando (690–744).
La notizia è desunta dal Pactum Lotharii, stipulato il 23 febbraio 840 tra Venezia e il Sacro Romano Impero, in cui gli studiosi hanno riconosciuto una stratificazione storica. Qui nel capitolo 26 si parla di una terminatio (definizione di confini) che risale all'epoca del re Liutprando (690 –744) stabilita fra il duca Paulicio e il magister militum Marcello, un confine che deve rimanere tale secondo i termini concessi da Astolfo «a voi abitanti di Cittanova». Cittanova o Civitas Nova Heracliana era sorta nei pressi di Eraclea dopo la sua distruzione causata dagli scontri tra fazioni franche e bizantine nel 804 e poi da Pipino - secondo figlio maschio di Carlo Magno - nel 810.

E quindi anche se la questione dell'elezione a primo doge appare incerta, e quasi sicuramente un'opera postuma di Giovanni Diacono attraverso il suo Chronicon Venetum, sicuramente non si può negare che Paulucio fu protagonista con Marcello della sigla di un patto con il grande re longobardo Liutprando che concesse la sicura circolazione delle greggi negli spazi della terminatio, dalla Piave maggiore alla Piave secca.
Di conseguenza anche se non nominato come primo doge Pauluccio aveva almeno la dignità del magister militum e la capacità e l'autorità di ratificare - a nome di tutte le popolazioni venete - un trattato insieme al re dei Longobardi.

Anche sulla sua fine ci sono notizie contraddittorie; storici antichi lo vogliono vittima di una congiura. La Cronaca Altinate scritta in latino da autore anonimo, probabilmente uno scritto apocrifo ossia di dubbia autenticità, narra della morte in una rissa tra abitanti di Heracliana (Eraclea) e Equilio (Jesolo), attacco forse ordito da una familiare il che trasformerebbe il tutto in una congiura per accaparrarsi il potere.

Anche quella della fine di Paoluccio però sembra una rivisitazione storica a posteriori che lo vuole, in quanto primo doge della Serenissima - un pacificatore capace delle continue liti dei cittadini dei due centri in quanto si schieravano a fianco di Ravenna o dei Longobardi.


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