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Non è che il “Clàsico” spagnolo sta diventando noioso?

C’era una volta un clàsico diverso, una partita così intensa che tendenzialmente faceva fermare il mondo per una notte intera, andando a catalizzare l’attenzione di tutti con gli scontri tra due delle squadre più importanti e potenti del mondo ovvero Real Madrid e Barcellona.

Ci sono stati clàsici con Messi e Cristiano Ronaldo a farla da padrone, tutti sotto l’attento sguardo di allenatori come Guardiola o Mourinho che rappresentavano rispettivamente i due estremi di un modo particolare di fare calcio. Partite con quote calcio combattutissime, che hanno in qualche modo lasciato il segno nella storia personale di tanti tifosi.

A guardare il clàsico attuale, però, è facile veder salire il proprio sconforto perché la Liga sembra aver perso il passo rispetto gli altri campionati europe; questo tipo di partita ne è una chiara cartina al tornasole.

Lo spettro di ciò che si era una volta

Nonostante ancora oggi il Clàsico sia seguitissima come partita dagli spagnoli e non, vuoi perché è uno dei match più importanti per decidere a chi finisce il titolo della Liga, nel corso degli ultimi anni l’interesse è scemato.
Questo perché, per il secondo anno consecutivo, la squadra in testa ha staccato i suoi avversari di talmente tanti punti (parliamo di un divario a doppia cifra) da rendere impossibile eventuali recuperi. Se l’anno scorso a trionfare è stato il Barcellona con un gol al fotofinish di Frank Kessié, questo è stato l’anno in cui il Real Madrid ha dominato per praticamente tutta la stagione diventando sostanzialmente irraggiungibile nel corso degli ultimi mesi.
A poco è servito il rinnovo “tecnico” dello stadio Bernabeu, che è forte di due nuovi giganteschi maxischermi a 360 per offrire ancora più spettacolo agli spettatori; la partita giocata tra Real e Barça puzzava di decadenza per parecchi motivi.
Facciamo qualche esempio: l’assenza di goal line technology per scelta di Javier Tebas, presidente della Liga, ha creato diversi problemi. Un iro di tacco di Yamal, infatti, è stato contestato perché “parato” da Lunin ma dopo aver oltrepassato parzialmente la linea di porta; nemmeno il VAR è riuscito a chiarire decentemente la situazione, generando il solito guazzabuglio che spesso si crea in queste situazioni.

Quanti gol ci vogliono per sconfiggere la noia?

È andata meglio se parliamo di Lucas Vàzquez e João Cancelo, che nonostante qualche prestazione subottimale durante il corso delle partite recenti (il secondo, ad esempio, è stato molto criticato per la sua disastrosa prestazione contro il PSG durante i match per la Champions) hanno saputo interpretare il loro ruolo, andando a far sfumare il Barcellona con lo sfondo e rendendo la squadra avversaria più debole che mai, complice anche un numero curiosamente elevato di errori individuali fatti.
Nonostante sia stata una partita con un elevato numero di gol (5) non c’è stato molto “spettacolo” da quel punto di vista, anche perché le squadre sembrano aver fermato il loro gioco tattico, strategico e personale a circa quello che facevano durante il corso dello scorso anno
Il gol dell'1-1 del PSG, segnato da Dembélé, è stato praticamente identico a quello del 2-2 nel Clásico segnato da Lucas Vázquez, mostrando come gli stessi errori si ripetano in situazioni simili; nei prossimi anni le scommesse online legate al mondo spagnolo corrono il rischio di diventare più noiose che in passato. Che è rimasto del Clasico, quindi? Beh sono rimaste tante cose che però devono venir tirate un po’ a lucido per brillare di nuovo e riconsegnare al mondo uno dei momenti cardine del suo universo calcistico, ne più, ne meno.

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