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Le Gallerie Franchetti alla Ca' D'Oro di Venezia

Il Museo Gallerie Franchetti alla Ca' D'Oro a Canaregio Venezia: come arrivare, la collezione esposta, la storia, gli orari, i contatti, il costo e i prezzi per l'acquisto dei biglietti e le informazioni utili per la visita.

Gallerie Franchetti Ca' D'Oro Venezia
Gallerie Franchetti alla Ca' D'Oro - Fondamenta Trapolin, 3932, Canaregio Dorsoduro 1050 - Venezia

Le Gallerie Franchetti sono ospitate nel meraviglioso Palazzo Ca' D'Oro affacciato sul Canal Grande e situato all'interno del Sestiere di Canaregio.

Il Museo Ca' D'Oro ospita la Collezione Franchetti che annovera tra le sue opere alcuni dei capolavori assoluti dell'arte veneta e mondiale. In un palazzo storico - da sempre riconosciuto essere il più bello del Canal Grande - si possono ammirare il San Sebastiano di Andrea Mantegna e la Venere allo specchio di Tiziano. Le logge con vista sul Canal Grande da sole valgono la visita della Ca' D'Oro di Venezia.

Come raggiungere le Gallerie Franchetti della Ca' D'Oro

Il Palazzo della Ca' D'Oro si trova affacciato sulla riva sinistra del Canal Grande nel Sestiere di Canaregio. Da Rialto si può raggiungere a piedi in 10 minuti, dalla Stazione in 15 minuti.
Da Piazza San Marco, da Rialto, dalla Stazione e da Piazzale Roma si può prendere la linea 1 con fermata Ca' D'Oro.

Capolavori del Museo Ca' D'Oro Gallerie Franchetti


Pittura

- San Sebastiano di Andrea Mantegna
- Venere allo specchio di Tiziano
- Venere dormiente di Paris Bordon
- Vedute di Francesco Guardi
- Crocifissione di Jan Van Eyck
- Ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck

Scultura

- Busto di fanciullo di Gian Cristoforo Romano
- Madonna col Bambino di Jacopo Sansovino
- Apollo di Jacopo Bonaccolsi detto l'Antico

Storia delle Gallerie Franchetti della Ca' D'Oro

Giorgio Franchetti (1865 ľ 1922), apparteneva ad una ricca famiglia baronale - suo padre Raimondo fu investito del titolo nel 1858 da re Vittorio Emanuele II - originaria di Mantova e arricchitasi in diverse occasioni prima con le banche, poi con le nascenti ferrovie e infine con ingenti opere di bonifica. Fin da giovane tuttavia Giorgio non mostrò un grande interesse per gli affari di famiglia sentendo invece un forte inclinazione per l'arte; egli stesso era abile pianista e compositore.

Già collezionista di arazzi e tappeti pregiati nel 1890 il barone soggiornò a Firenze per un periodo; qui formò un altro nucleo della sua collezione formato dai cosiddetti primitivi toscani, ossia gli artisti del primo Rinascimento risalenti al XIV secolo.

Ormai gravemente malato il 17 dicembre del 1922 il barone si tolse la vita con un colpo di pistola senza poter testimomoniare all'apertura della Galleria che porta il suo nome, che avvenne 4 anni più tardi il 18 gennaio 1927.

La Collezione Franchetti s'arricchì - prima e dopo dell'apertura del Museo Ca' D'oro - di nuove opere dando forma a una collezione numismatica composta da 6.000 monete e migliaia di frammenti ceramici. Qui sono esposti anche gli affreschi staccati dalla facciata del Fontego dei Tedeschi, che restituiscono un'immagine più completa della bellezza dei palazzi sul Canal Grande.

Storia della Ca' D'Oro di Venezia

Sul sito dove sorgeva un antico complesso di edifici di età bizantina ricevuto in dote dalla moglie Marino Contarini, facoltoso mercante della nobile famiglia patrizia Contarini già iscritta dal 1350 al corpus dei Longhi tra le famiglie apostoliche, progettò la costruzione di una dimora che fosse all'altezzza delle sue ricchezze. Il Contarini infatti, membro poco attivo in politica iscritto al Maggio Consiglio, fu per anni impegnato lungo le varie sponde del Mediterraneo in mercati redditizi che gli garantirono grandi possibilità economiche.

Chiamò allora a lavorare sul progetto i migliori artigiani dell'epoca come lo scultore e archietto Matteo Raverti, giÓ attivo per il Duomo di Milano, e i comaschi Bon, Giovanni il padre e Bartolomeo il figlio, già mpegnati nella realizzazione della Porta della Carta di Palazzo Ducale. Questi artisti portarono con sè un intero gruppo di maestranze e dal 1421 al 1430 realizzarono, sotto la direzione di Marino Contarini, il più grande e riuscito esempio di gotico fiorito di Venezia, tra i più famosi in Italia.

Sull'operato del Contarini ci sono discordanze; alcuni lo ritengono attivo solo come commeittente altri gli imputano anche la coordinazione e sovrintendenza del cantiere facendo di lui molto di più di un ricco mercante in cerca di illuminare il suo lignaggio.

Al termine dei lavori il Palazzo risultò immediatamente essere uno dei migliori capolavori con affaccio sul Canal Grande; la facciata, riccamente decorata con marmi, presentava stupefacenti dettagli cromatici dal rosso al nero al blu all'oro, eseguite dal pittore francese Zuanne de Franza; oggi sono irrimediabilmente perduti ma nel Quattrocento fecero guadagnare al Palazzo l'appellativo di Ca' D'Oro.

La dimora rimase nelle pertinenze dei Contarini solo per due generazioni, per poi passare di mano più volte nel corso dei secoli durante i quali furono attuati dei cambiamenti nel rapporto interno dei volumi e anche degli ampliamenti con acquisizioni dei fabbricati adiacenti. Un importante restauro fu operato dall'architetto Giovan Battista Meduna, che aveva ricostruito la Fenice dopo l'incendio del 1836. È alla fine di questo secolo che compare Giorgio Franchetti nella storia di Ca' D'Oro; il nobiluomo, appartenente alla ricca famiglia baronale dei Franchetti (sua madre era inoltre un membro della famiglia Rothschild) che viveva a Palazzo Cavalli-Franchetti, decise di acquistare la Ca' D'Oro nel 1894 per 170.000 lire. A differenza del padre però, che aveva stravolto l'architettura di Palazzo Cavalli-Franchetti con importanti interventi neogotici, Giorgio opta per un restauro filologico che restituisca alla dimora l'aspetto orginario quanto più fosse possibile.

Eliminati tutti gli inserti postumi, il Franchetti - che seguiva personalmente i lavori - s'impegnò nella realizzazione del prezioso pavimento in opus sectile al piano terreno disegnandone i motivi geometrici e scegliendo personalmente i materiali lapidei secondo la più rigorosa tradizione latina. Sucessivamente restaurò la scala in pietra della corte che porta al primo piano e installò una scala lignea per raggiungere il secondo piano. Un enorme impegno profuso non per farne la propria dimora ma un luogo aperto alla cittadinanza, un contenitore d'arte per la sua collezione di dipinti e sculture, che aprì le porta al mondo il 18 gennaio 1927 come Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro.

Come da contratto stipulato dal barone nel 1916, il Museo - e sopratttutto l'intero Palazzo - entrò a far parte dei Musei Statali poiché lo Stato si fece carico di tutte le spese per il restauro e l'apertura del museo.

Orario: lunedì dalle 8.15 alle 14.00; da martedì a domenica dalle 8.15 alle 19.15.
Secondo piano: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (la vendita dei biglietti termina 30 minuti prima della chiusura). Chiuso 1 gennaio, 25 dicembre, 1 maggio (salvo disponibilità del personale di servizio su base volontaria).
Biglietti: intero € 8,50; ridotto €12 (Cittadini U.E. tra 18 e 25 anni, con documento d'identità). Gratuito per tutti i minori di 18 anni (minori di 12 anni accompagnati da un adulto). Per tutte le gratuità consultare la pagina del museo.
Accessibilità: accessibile a disabili tramite ascensore. Sono presenti alcuni gradini per raggiungere il bookshop e le Logge sul Canal Grande.
Telefono: +39.041.5222247
E-mail: ga-ave@beniculturali.it
Sito web: Gallerie Franchetti Ca' D'Oro


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