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Bócoło di San Marco: 25 aprile Venezia

La Tradizione dell'omaggio del bócoło a San Marco a Venezia: la data, la storia e la tradizione veneziana.

Bocolo di San Marco Venezia
Bócoło di San Marco
- Tradizione veneziana del 25 aprile

Il 25 aprile l'Italia festeggia la liberazione dal nazifascismo, ma per Venezia e per i veneziani il 25 aprile Ŕ una tradizione ben pi¨ antica dell'attuale festa nazionale: Ŕ la Festa di San Marco, santo patrono della cittÓ.
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Ma il giorno di San Marco a Venezia è anche il momento della tradizione del bócoło che consiste nel regalare alla persona amata una bocciolo di rosa rossa .

La tradizione del bócoło

La tradizione del bócoło si fa risalire al IX secolo d.C. e vede protagonista Maria detta Vulcania, figlia del doge Angelo Partecipazio (810 ľ 827), la quale innamoratasi di un giovane trovatore di nome Tancredi vide il padre osteggiare la sua unione per evidenti differenze di lignaggio tra i due giovani. L'idea di Maria fu allora di chiedere a Tancredi di partire con l'esercito dei Franchi comandati da Carlo Magno per combattere gli Arabi in Spagna; avrebbe così conseguito la fama e la gloria e il doge avrebbe acconsentito al loro matrimonio. E Tancredi così fece e si distinse per valore sul campo di battaglia e la sua fama ben presto si sparse per tutta Europa giungendo anche a Venezia per la felicità di Maria.

Da quel giorno a Venezia si usò e si usa anche oggi regalare un bocciolo di rosa rossa alla propria metà.

Incongruenze storiche

La storia presenta certamente dei problemi di congruenza soprattutto nella cronologia perché Angelo Partecipazio, 10° doge della Serenissima, nacque nella seconda metà del VIII secolo così che sua figlia avrebbe potuto essere in età da marito solo verso l'800, circa 22 anni dopo la morte di Orlando a Roncisvalle.

Ma anche volendo trattare il personaggio di Orlando come un inserto postumo, operato per dare importanza alla tradizione, rimane un problema anche maggiore: in seguito alla proclamazione di Carlo Magno a Imperatore del Sacro Romano Impero, Bisanzio reagì male ritenendosi unica vera erede di Roma. A Venezia le due correnti politiche filo-franche e filo-bizantine erano in conflitto da decenni e il doge Angelo Partecipazio salì al trono solo dopo che il comandante bizantino Arsafio depose il predecessore Obelerio, che era filo-franco. Il Doge Partecipazio insomma, essendo filo-bizantino, difficilmente avrebbe apprezzato le gesta di Tancredi a fianco dei Franchi.
Per trovare un altro doge che intesse relazioni politiche con i Franchi bisogna aspettare Pietro Tradonico (840 – 864) che sancì con Lotario I il Patto di Lotario (840) che riconobbe l'indipendenza di Venezia. Ma Pietro seppe farsi riconoscere anche da Bisanzio come console, avviando Venezia verso l'indipendenza politica e commerciale che la fece grande.

Per finire il corpo di San Marco arrivò a Venezia solo nel 828, un anno dopo la morte di Angelo Partecipazio, quando sul trono dogale c'era suo figlio Giustiniano; solo da allora San Marco sostituì San Teodoro come patrono della città di Venezia.

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