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Carlo Goldoni Venezia

Carlo Goldoni, l'autore teatrale di Venezia: commedie e opere, gli esordi di Goldoni, la storia della sua famiglia, le date, la vita e la sua rivoluzione teatrale.

Carlo Goldoni Venezia Carlo Goldoni - Commediografo nato a Venezia

Carlo Goldoni (Venezia, 25 febbraio 1707 – Parigi, 6 febbraio 1793) è stato un drammaturgo, scrittore, librettista e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.

Viene universalmente riconosciuto come il padre della commedia moderna, tanto che si parla di riforma goldoniana intendendo con ciò il discostamento dai canoni della commedia dell'arte fino ad allora - e dalla fine del Seicento - dominante nei cartelloni dei teatri di tutta Europa.

Biografia di Carlo Goldoni

Dopo aver trascorso 12 anni a Palazzo Centani di Venezia Carlo si trasferì a Perugia prima, dove studiò grammatica dai Gesuiti, poi a Rimini nel 1720, dove studiò logica dai Domenicani. Questo periodo di studio fu interrotto per aver contratto il vaiolo, cosa che non dispiacque per nulla al giovane Goldoni che aveva in odio lo studio della logica. Guarito infatti, scappò con una compagnia di attori comici raggiungendo Chioggia nel 1721. Riunitosi con sua madre Margherita e perdonato dal padre, tornò a Venezia dove iniziò a fare praticantato legale nello studio dello zio Giampaolo Indric.

Da Venezia Carlo, su decisione dei genitori, si diresse poi a Pavia nel 1723 per studiare Diritto - grazie a una borsa di studio pagata dal protettore della famiglia il marchese Pietro Goldoni Vidoni - nel Collegio Ghisleri dell'Università degli Studi di Pavia. A Pavia Goldoni trascorse quasi tre anni felice, conoscendo molte giovani donne in città e, da buon veneziano del Settecento, divertendosi anche con il gioco d'azzardo. A interrompere questa parentesi idilliaca ci pensò lui stesso scrivendo un'atellana, commedia satirica con carattere farsesco d'origine osca che presenta affinità con la seicentesca Commedia dell'Arte; si chiamava Il Colosso e s'ispirava ai vizi e alle virtù della ragazze della società pavese. Se il Collegio Ghisleri fu preso d'assalto dai facoltosi padri delle ragazze là iscritte e Goldoni dové praticamente darsi alla fuga forse i toni del Colosso - opera perduta - non erano poi così farseschi. Questo il resoconto nelle sue Mémoires:

"Gl'indifferenti si divertivano dell'opera e condannavano l'autore. Ma dodici famiglie gridavano vendetta: mi si voleva morto. Ero per buona sorte ancora in arresto. Parecchi miei compagni furono insultati, il collegio del Papa era assediato, fu scritto al prefetto ed egli tornò precipitosamente. Avrebbe desiderato salvarmi; scrisse perciò al senatore Goldoni, e questi spedì lettere al senatore Erba Odescalchi, governatore di Pavia. Si adoperarono in mio favore l'arcivescovo che mi aveva tonsurato e il marchese Ghislieri che mi aveva nominato: tutte le mie protezioni e tutti i loro passi furono inutili. Io dovevo essere sacrificato e, senza il privilegio del luogo ove mi trovavo, la Giustizia si sarebbe di me impadronita. Insomma mi si annunciò l'esclusione dal collegio, e si aspettò che fosse sedata la burrasca per farmi partire senza pericolo".

Mémoires - Carlo Goldoni

Ritornato a seguire il padre, che era medico personale del conte Francesco Antonio Lantieri, arrivò a Udine, in Slovenia e in Tirolo; quindi decise di ritentare la via degli studi all'Università di Modena ma fallì per problemi legati alla depressione. Decise così di spostarsi a Feltre per assumere l'incarico di coadiutore della Cancelleria criminale. Duraten questo soggiorno scrisse nel 1730 due intermezzi comici intitolati Il buon padre - subito smarrito per negligenza dell'autore - e La cantatrice con cui debuttò al Teatro de la Sena di Feltre.
Ma nel 1731 morì il padre e Goldoni decise il ritorno a Venezia e di terminare finalmente gli studi all'Università di Padova divenendo avvocato della Serenissima; era diventato il capo famiglia del resto e doveva pensare al sostentamento della stessa.

Ma l'amore per la letteratura e il teatro, manifestati fin da quando era un bambino, non tardarono a ripresentarsi grazie all'incontro a Verona con Giuseppe Imer, capocomico del Teatro San Samuele di Venezia di proprietà dei Grimani. Qui Goldoni divenne autore dei testi esordendo la tragicommedia Belisario (1734), seguita dal Don Giovanni Tenorio o sia Il dissoluto (1736) e il Giustino (1738). La compagnia Imer annoverava, a parte il capocomico che dava il nome alla compagnia, anche Elisabetta D'Afflisio Moreri detta La Passalacqua, figlia d'arte discendente da una famiglia d'attori napoletani, e Antonio Vitalba come attore protagonista. Goldoni presto intesse una relazione con La Passalacqua che presto lo tradì con il Vitalba; divenuto sempre più influente nella compagnia Goldoni si vendicò dell'attrice facendola recitare nella pastorella infedele Elisa del Don Giovanni Tenorio. Infine, come direttore della compagnia destinò la Passalacqua a ruoli sempre secondari riuscendo a provocare la fuoriuscita dei due traditori dal Teatro San Samuele che furono quindi contrattati dal Teatro San Luca, odierno Teatro Goldoni.

Peregrinando con la Compagnia Imer tra Padova, Udine e Genova Goldoni conobbe Nicoletta Conio innamorandosene; la sposò il 23 agosto 1736.
Tornato a Venezia nel 1738 Goldoni scrisse la sua prima commedia, il Momolo cortesan, che ebbe molte repliche al San Samuele; seguito da La donna di garbo (1742-43) di cui Goldoni ebbe sempre riguardo poiché fu la prima di cui scrisse tutte le parti.

In concomitanza con la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) Carlo Goldoni passò un periodo a Rimini, dove continuò l'attività teatrale, e a Pisa dove svolse la sua professione ufficiale.

Tornò quindi a Venezia nel 1748 dove fu attivo al Teatro Sant'Angelo scrivendo per la Compagnia di Girolamo Medebach. Con L'uomo prudente, La vedova scaltra, La putta onorata, Il cavaliere e la dama, La buona moglie, La famiglia dell'antiquario e L'erede fortunata Goldoni si allontanò dalla Commedia dell'arte e presentò la sua rivoluzione che proseguì con la famosa scommessa col Medebach del 1750 di scrivere 16 commedie in un anno, scommessa che Goldoni vinse al prezzo di una grave depressione.

Nel 1753 Goldoni ruppe col Medebach e iniziò una collaborazione con il Teatro San Luca, che sorgeva sul luogo dove oggi si trova il Teatro Goldoni, che durò fino al 1761 quando decise di partire per Parigi. Questo fu l'anno della rappresentazione de La trilogia della villeggiatura, Sior Todero brontolon, Le baruffe chiozzotte e Una delle ultime sere di carnaval.

"...poiché la mia vita medesima è una comedia."

- Mémoires, Carlo Goldoni

A Parigi fu precettore d'italiano a Versailles delle figlie di Luigi XV e nel 1769 e per questo ottenne una pensione di corte. Nel 1771 scrisse due commedie in francese e si scontrò con le esigenze del pubblico francese, ancora legato alla Commedia dell'arte e ancora ignaro della Rivoluzione goldoniana operata a Venezia. Tra il 1784 e l'87 scrisse in francese la sua autobiografia che intitolò Mémoires in cui non compare la Rivoluzione Francese (1789) di cui fu testimone,un evento che lo sconvolse e gli tolse la pensione del re lasciandolo morire in miseria a 86 anni il 6 febbraio 1793.

Commedie di Carlo Goldoni

L'uomo di mondo (Momolo Cortesan)
Il prodigo (Il Momolo sulla Brenta)
La bancarotta o sia Il mercante fallito
La donna di garbo
Il servitore di due padroni
Il frappatore (Tonin bella grazia)
I due gemelli veneziani
L'uomo prudente
La vedova scaltra
La putta onorata
La buona moglie (La bona muger)
Il cavaliere e la dama
L'avvocato veneziano
Il padre di famiglia
La famiglia dell'antiquario (o sia La suocera e la nuora)
L'erede fortunata
Il teatro comico
Le femmine puntigliose
La bottega del caffè
Il bugiardo
L'adulatore
Il poeta fanatico (I poeti)
La Pamela
Il cavaliere di buon gusto
Il giuocatore
Il vero amico
La finta ammalata (Lo speziale, o sia la finta ammalata)
La dama prudente
L'incognita
L'avventuriere onorato
La donna volubile
I pettegolezzi delle donne
Il Molière
La castalda
L'amante militare
Il tutore
La moglie saggia
Il feudatario
Le donne gelose
La serva amorosa
I puntigli domestici
La figlia obbediente
I mercatanti (I due Pantaloni)
La locandiera
Le donne curiose
Il contrattempo o sia Il chiacchierone imprudente (L'uomo imprudente)
La donna vendicativa
Il geloso avaro
La donna di testa debole o sia La vedova infatuata (L'uomo sincero)
La cameriera brillante
Il filosofo inglese
Il vecchio bizzarro (El cortesan vecchio; El cortesan antigo)
Il festino
L'impostore
La madre amorosa
Terenzio
Torquato Tasso
Il cavaliere Giocondo
Le massere
I malcontenti
La buona famiglia
Le donne de casa soa
La villeggiatura
La donna stravagante
Il campiello
L'avaro
L'amante di sé medesimo
Il medico olandese
La donna sola
La pupilla
Il cavaliere di spirito o sia La donna di testa debole
La vedova spiritosa
Il padre per amore
Lo spirito di contraddizione
Il ricco insidiato
Le morbinose
Le donne di buon umore
L'apatista o sia L'indifferente
La donna bizzarra
La sposa sagace
La donna di governo
La donna forte (La sposa fedele)
I morbinosi
La scuola di ballo
Gl'innamorati
Pamela maritata
L'impresario delle Smirne
La guerra
I rusteghi
Un curioso accidente
La donna di maneggio
La casa nova
La buona madre
Trilogia della villeggiatura
Le smanie per la villeggiatura
Le avventure della villeggiatura
Il ritorno dalla villeggiatura
La scozzese
Il buon compatriotto
Sior Todero brontolon o sia Il vecchio fastidioso
Le baruffe chiozzotte
Una delle ultime sere di carnovale
L'osteria della posta
L'amore paterno o sia La serva riconoscente
Il matrimonio per concorso
Trilogia di Zelinda e Lindoro
Gli amori di Zelinda e Lindoro
La gelosia di Lindoro
Le inquietudini di Zelinda
Gli amanti timidi o sia L'imbroglio de' due ritratti
Il ventaglio
La burla retrocessa nel contraccambio
Chi la fa l'aspetta (Chi la fa l'aspetta o sia la burla vendicata nel contraccambio fra i chiassetti del carneval)
Il genio buono e il genio cattivo
Il burbero di buon cuore
L'avaro fastoso


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