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Mostra La Stanza di Zurigo. Omaggio a Zoran Music a Palazzo Fortuny di Venezia

Mostra La Stanza di Zurigo. Omaggio a Zoran Music in corso a Venezia: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.
Mostra La Stanza di Zurigo. Omaggio a Zoran Music Venezia
La Stanza di Zurigo. Omaggio a Zoran Music - Museo di Palazzo Fortuny - Campo San Beneto - Venezia

(Foto: Zoran Mu´┐Żic, Veduta di Venezia: Bacino di San Marco con l´┐ŻIsola di San Giorgio Maggiore. Dettaglio di parete. Olio su tela di lino. Collezione privata)

Mostra in corso dal 24 marzo al 23 luglio 2018

A Palazzo Fortuny fino a luglio una mostra sulla stanza di Zoran Music (Bocavizza, 1909 - Venezia, 2005), opera realizzata nel 1950 nel seminterrato della villa delle sorelle a Zollikon, nei pressi di Zurigo. L'insieme doveva costituire un esempio di "opera d’arte totale": oltre alle pitture su intonaco, tela di lino e juta, l’artista disegnò i motivi decorativi ricamati sulle tende e sulla tovaglia che ornavano la sala. Alcuni mobili, seppure non progettati da lui, furono scelti con il suo accordo a completamento dello spazio destinato a riunioni conviviali.

Comunicato stampa

La maggior parte dei dipinti furono eseguiti direttamente sull´┐Żintonaco murario, cinque composizioni erano su tela di lino tesa su supporti fissati al muro, mentre per la decorazione della porta d´┐Żentrata fu utilizzata la tela di iuta: lo stesso tessuto delle tende e di una tovaglia ricamata su disegno dell´┐Żartista, che ne scelse i colori e i differenti punti di ricamo.

Dopo anni di incuria e abbandono la stanza ´┐Ż stata recuperata grazie all´┐Żintervento di Paolo Cadorin , cognato di Music, direttore del dipartimento di restauro del Kunstmuseum di Basilea, che ha supervisionato lo stacco degli intonaci, il loro trasferimento su pannelli alveolari in alluminio e il recupero delle tele e degli arredi.

Un complesso lavoro portato a termine dai suoi allievi, restituisce finalmente al pubblico la ´┐Żstanza di Zoran´┐Ż, ricomposta ora a Palazzo Fortuny come elemento centrale di una mostra omaggio al suo autore - curata da Daniela Ferretti e promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il sostegno di Charlotte und Nelly Dornacher Stiftung nell´┐Żambito di ´┐ŻPrimavera al Fortuny´┐Ż dal 24 marzo al 23 luglio 2018 ´┐Ż che presenta anche un´┐Żampia e accurata selezione di opere realizzate tra il 1947 e il 1953, provenienti da collezioni private e dall´┐Żarchivio dell´┐Żartista.

´┐ŻAl termine dei suoi viaggi, delle sue tribolazioni, degli orrori vissuti dopo Duino, dopo la Spagna dopo Dachau - scrive Jean Clair nel catalogo della mostra - ´┐Ż a Venezia che ritorna Music, negli anni Cinquanta per trovarvi il suo rifugio, la sua dimora, come l´┐Żuomo preistorico sistemava la sua caverna. Un rifugio dopo tanto errare per tornare a rivedere gli amici ridere e amare la vita´┐Ż.

Ed ´┐Ż allora che accetter´┐Ż di dipingere per le amiche di Paolo Cadorin - come aveva fatto nel suo studio, a quel tempo all´┐Żultimo piano di Palazzo Pisani - le pareti e il soffitto di una cantina, come si usava nel dopoguerra nelle caves di Parigi, per rifugiarsi a ballare o a scaldarsi. Ne far´┐Ż un inno alla vita, ricoprendo la cantina di pitture a fresco con quella stessa tecnica usata prima della guerra per decorare le chiese distrutte del Friuli.

Un inno in cui egli inserisce tutto il suo universo.

I motivi profusi da Music in questa sala - di una ricchezza quasi vertiginosa ´┐Ż costituiscono infatti, nel loro complesso, una sorta di summa iconografica della produzione artistica di quegli anni: dai motivi dalmati di donne a cavallo, col parasole, agli asinelli e cavallini nel paesaggio roccioso o danzanti nel vuoto; dai traghetti affollati di cavalli o bovini alle fasce decorative a losanghe, righe, tondi o scandole; dai volti incorniciati e ieratici che ricordano Campigli a un ritratto ´┐Żiconico´┐Ż di Ida allo specchio e al proprio autoritratto. E poi le vedute di Venezia: le cupole e la facciata della Basilica, Palazzo Ducale, balaustre, archi, i portici della piazza, il Bacino di San Marco, San Giorgio, la Dogana, i bragozzi.

Soni gli stessi temi che ricorrono nelle altre opere in mostra: acquerelli, tempere su carta, oli su tela, pastelli in una pittura dominata da colori minerali e polverosi, che richiama Bisanzio e il mondo ingenuo dell´┐Żinfanzia; ma anche incisioni e opere realizzate a puntasecca.

Di grande interesse, provenienti dall´┐ŻArchivio Cadorin Barbarigo Music anche gli studi preliminari per un arazzo intitolato ´┐ŻStoria di Marco Polo´┐Ż, di dimensio- ni notevoli (2,5 m di altezza su una base di 8 circa, firmato al centro in basso ´┐ŻMusic 1951´┐Ż) destinato in origine al soggiorno di prima classe del transatlantico Augustus. ´┐Ż una narrazione - una sorta di ´┐Żfregio´┐Ż - diviso in nove episodi. Disegni ricchi di parti- colari che in realt´┐Ż si ´┐Żperderanno´┐Ż nella tessitura in un processo di rarefazione delle forme.

Il catalogo della mostra ´┐Ż stato prodotto dalla Fondazione Musei Civici e stampato da Grafiche Veneziane, accompagnato da scritti di Jean Clair, Monique Veillon Cadorin, Daniele D´┐ŻAnza e Diego Bianchi, e da un ricco apparato iconografico.

Sono gli anni del ritorno alla vita dopo le sofferenze dell´┐Żesilio e del campo di concentramento; gli anni dell´┐Żapprodo, tanto agognato, nella solare Venezia.

Orari: dalle 10.00 alle 18.00 (la biglietteria chiude un'ora prima). Chiuso il martedì.
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8, ridotto scuole € 5. Sono previste gratuità per bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate della Provincia di Venezia; interpreti turistici che accompagnino gruppi; docenti accompagnatori di gruppi scolastici fino ad un massimo di 2 per gruppo; accompagnatori (max. 1) di gruppi di adulti; partner ordinari MUVE; possessori di The Cultivist Card.
Informazioni e prenotazioni: dall’Italia 848082000; dall'estero +39 04142730892
Sito web: Museo Fortuny


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