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Mostra Antiche Marionette al Museo Casa Goldoni di Venezia

La Mostra Antiche Marionette in corso al Museo Casa Goldoni di Venezia: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostra Antiche Marionette Venezia
Antiche Marionette - Casa Goldoni, San Polo 2794 - Venezia

Mostra in corso dal 28 marzo al 30 giugno 2019

Una collezione di marionette veneziane settecentesche proveniente dal Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna torna in laguna per andare in mostra insieme all'altra collezione custodita dentro Casa Goldoni. Si tratta di 15 marionette di fine fattura, tra le quali una figura femminile che si trasforma in mostro e un esemplare di animale.

Comunicato stampa

Ha trovato posto a Venezia, nella Casa di Carlo Goldoni, un emozionante gruppo di 15 marionette di fine fattura, tra le quali una figura femminile che si trasforma in mostro e un esemplare di animale, parte della collezione che comprende settantuno recitanti, con nove cavalli e una scimmia, conservata nel bolognese Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna. La città in cui è rimasta da quando a inizio Novecento fu acquistata dall'allora ministero della Pubblica Istruzione presso un antiquario veneziano, insieme al teatrino e ai suoi cambi di scena, che paiono provenire dalla bottega dei Bibiena, storica famiglia bolognese di architetti teatrali.

Attori e personaggi di legno e stoffa in costumi di fattura veneziana, creati per l'allestimento di spettacoli destinati a un pubblico esigente. Un pubblico adulto, che godeva dell'opera di diverse figure professionali, dai costruttori agli animatori, dai musici e cantori ai costumisti, che concorrevano alla messa in scena del teatro d'animazione, e di opere di autori di primordine (come lo stesso Carlo Goldoni). Restaurati nel 1979, i preziosi pezzi si ricongiungono ora a Venezia in un luogo ideale, dove nelle sale arredate ci si può immergere nella quotidianità della vita settecentesca e dei suoi intrattenimenti mondani.

Un nucleo interessante per gli studiosi, che raramente possono confrontarsi con esemplari integri. Come questi provenienti da Bologna e come la raccolta, proveniente da Casa Grimani ai Servi, permanentemente ospitata con il relativo teatrino nella Casa di Carlo Goldoni, in una sala che al teatro domestico è espressamente dedicata, così come accadeva in molti palazzi patrizi.

La mostra, curata da Chiara Squarcina, Massimo Medica e Mark Gregory D'Apuzzo, è frutto di un rapporto di collaborazione avviato tra la Fondazione Musei Civici e l'Istituzione Bologna Musei - Musei Civici di Arte Antica, entrambe sedi che custodiscono un patrimonio simile per manifattura: quella veneziana.

Orario: dal 1 novembre al 31 maggio dalle 10.00 alle 17.00 (biglietteria dalle 10.00 alle 16.00). Dal 1 giugno al 31 ottobre dalle 10.00 alle 18.00 (biglietteria dalle 10.00 alle 17.00). Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio.
Biglietti: intero € 5; ridotto € 3,50 (ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni; accompagnatori di gruppi di ragazzi o studenti (max. 2); cittadini over 65; personale del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo (MiBACT); titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI).
Gratuito per residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini da 0 a 5 anni; membri I.C.O.M.; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali; per ogni gruppo di almeno 15 persone, 1 ingresso gratuito (solo con prenotazione); partner ordinari MUVE; possessori MUVE Friend Card.
Accessibilità: Completamente accessibile ai disabili.
Informazioni e prenotazioni: info@fmcvenezia.it; call center 848082000 (dall’Italia); il servizio è attivo dal lunedì al venerdì con orario dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 18.00; il sabato dalle 9.00 alle 14.00; chiuso nelle giornate festive.
Sito web: Casa Carlo Goldoni
San Giorgio in Alga Venezia: isola di San Giorgio in Alga nella Laguna di Venezia Italia
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Isola di San Giorgio in Alga, Laguna di Venezia

L'isola di San Giorgio in Alga nella Laguna di Venezia: le origini, la storia, le informazioni su come arrivare da Venezia e dagli altri centri della laguna.

San Giorgio in Alga - Laguna di Venezia

San Giorgio in Alga è una piccola isola situata a sud del Ponte della Libertà di fronte all'approdo di Terraferma di San Giuliano e Porto Marghera. Fu per secoli sede di un monastero benedettino fondato nell'XI secolo.
L'isola rivestì un'importanza strategica nell'Ottocento quando fu una postazione difensiva della laguna verso la Terraferma.

Attualmente l'isola di Campana è di proprietà privata.

Salpa verso le altre isole della Laguna di Venezia


L'Isola di San Giorgio in Alga fu per secoli sede di un monastero benedettino fondato nell'XI secolo durante la fioritura religiosa seguita all'anno Mille in tutta Italia.

Ludovico Barbo (1382 – 1443) fu nominato da Papa Bonifacio IX priore del monastero nel 1404; un luogo che allora ospitava solo due religiosi ma era in grado di fornire una rendita annua notevole pari a 2.000 fiorini d'oro (circa 200 mila euro attuali).

La congregazione di San Giorgio in Alga crebbe poi fino a contare 17 canonici secolari, per lo più giovani appartenenti a ricche famiglie patrizie di Venezia in cerca di pace spirituale. La congregazione, divenuta sempre più influente, si rese protagonista della riforma benedettina del primo Quattrocento ed espresse anche un papa, nella persona di Gabriele Condulmer salito al soglio di Pietro col nome di Eugenio IV nel 1431, e il primo patriarca di Venezia quando nel 1451, con Lorenzo Giustiniani (1381 – 1456), la sede patriarcale fu spostata da Grado a Venezia. Quest'ultimo divenne santo della Chiesa Cattolica nel 1690.

Il successo fu tale che il modello della piccola congregazione fu ripetuto in altri luoghi sia in Italia sia all'estero. I canonici erano anche chiamati celestini per vestire una tonaca celeste. San Giorgio in Alga quindi fu un centro religioso importante e nel 1568 il monastero benedettino adottò la regola di Sant'Agostino, secondo quanto stabilito dalla Controriforma, e con la professione dei voti i canonici si convertirono in regolari.

Pochi anni dopo la situazione era cambiata in peggio: i canonici più giovani dimostravano un minore attaccamento alla vita dell'isola e un'inclinazione più debole a praticare opere di bene; iniziarono a vestire in maniera elegante e raffinata, abbandonando la vita di ritiro e studio fino ad allora praticata a San Giorgio in Alga.

Dopo un primo intervento di Roma con Papa Clemente VIII nel 1602 con la bolla papale Quae ad religiosorum, fu infine Papa Clemente IX a sciogliere la congregazione di San Girogio in Alga con la bolla Romanus pontifex. Tutti i beni passarono alla Repubblica che li utilizzò per la gravosa e interminabile guerra contro i Turchi nell'Adriatico.

Il monastero di San Giorgio in Alga invece passò ai frati dell'Ordine dei Minimi, detti anche paolotti poiché l'Ordine fu fondato da Francesco da Paola (1416 – 1507), i quali si adoperarono per un restauro delle strutture esistenti del monastero prima che questi venisse gravemente danneggiato dal fuoco nel 1717. Per la ricostruzione fu chiamato l'architetto progetto della chiesa è attribuito ad Andrea Tirali (1657 – 1737), architetto di scuola palladiano capace di anticipare il neoclassicismo posteriore in laguna.

Con la caduta della Serenissima nel 1797 e il subito passaggio agli Austriaci nel 1798 San Giorgio in Alga divenne un carcere politico e il monastero fu del tutto soppresso con le leggi anticlericali di Napoleone del 1806. I religiosi presenti ancora a quel tempo presero la via del convento annesso alla Chiesa di Santa Maria di Nazareth mentre le strutture architettoniche di San Giorgio iin Alga ancora in piedi furono riconvertite a deposito di munizioni.
Ka destinazione d'uso militare continuò nel Novecento quando San Giorgio in Alga divenne anche una batteria antiaerea subendo anche un bombardamento aereo nel 1945.

Nel Secondo Dopoguerra fu il patriarcato di Venezia ad incaricarsi di un tentativo di recupero non andato a buon fine, tanto che nel 1973 decise di donare San Giorgio in Alga al Comune.

Oggigiorno versa in stato di abbandonoe e le sacre reliquie di un glorioso passato sono state ripetutamente saccheggiate a opera di vandali.

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