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Padiglione Bosnia Erzegovina della 58° Biennale di Venezia

Il Padiglione di Bosnia Erzegovina della Biennale d'Arte di Venezia: gli artisti del padiglione, le opere, gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e la sede espositiva.

Padiglione Bosnia Erzegovina Biennale d'Arte 2019 a Venezia
Padiglione Bosnia Erzegovina della 58° Biennale d'Arte - Palazzo Francesco Molon Ca’ Bernardo, San Polo 2184/A - Venezia

Mostra in corso dal 11 maggio al 24 novembre 2019

La 58° Biennale d'Arte aprirà al pubblico l'11 maggio 2019. Ma a partire da pochi giorni prima dell'apertura vi saranno le varie vernici ed eventi collaterali che sempre animano improvvisamente la vita artistica veneziana. Il titolo dell'edizione 58 della Biennale d'Arte è May You Live In Interesting Times ossia "Possa tu vivere tempi interessanti".

Gli artisti invitati a esporre alla 58° Biennale d'Arte di venezia sono 79, con una prevalenza femminile. Tra loro i 2 italiani Ludovica Carbotta e Lara Favaretto. La prima realizzerà un'opera site specific a Forte Marghera, all'interno dell'edificio noto come Polveriera austriaca.

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Padiglione Bosnia Erzegovina Saudit della 58° Biennale D'Arte di Venezia

Il Titolo della mostra al Padiglione Bosnia Erzegovina sarà Zenica Trilogy

Artista: Danica Dakić.
Curatori: Anja Bogojević, Amila Puzić, Claudia Zini. 
Commissario:
 Senka Ibrišimbegović, Ars Aevi Museum for Contemporary Art Sarajevo.
Sede: Palazzo Francesco Molon Ca’ Bernardo, San Polo 2184/A

Comunicato Stampa

Danica Dakic, l’artista che rappresenta la Bosnia Erzegovina alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, esporrà la sua nuova opera dal titolo Zenica Trilogy a Palazzo Francesco Molon Ca’ Bernardo. La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 maggio fino al 24 novembre 2019. L’inaugurazione ufficiale avverrà giovedì 9 maggio 2019 alle ore 18.

Danica Dakic è stata invitata da un team internazionale di curatori composto da Anja Bogojevic, Amila Puzic e Claudia Zini e nominato dall’Ars Aevi Museum of Contemporary Art di Sarajevo, l’istituzione commissaria del Padiglione.

La partecipazione del Padiglione della Bosnia Erzegovina alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è sostenuta dal Ministro della Cultura e dello Sport della Federazione della Bosnia Erzegovina, la cui commissione di esperti ha incaricato l’Ars Aevi Museum of Contemporary Art Sarajevo dell’organizzazione del Padiglione della Bosnia Erzegovina. Il progetto ha il sostegno anche del Ministro per gli Affari Civili della Bosnia Erzegovina a Sarajevo, Center for Contemporary Art / pro.ba, Klassik Stiftung Weimar, Foundation for Cinematography Sarajevo, Canton Sarajevo, BH Post, Kulturamt Düsseldorf, Asphalt Festival, Audio-Technica e Martin Audio.

La nuova installazione multimediale dell’artista è stata realizzata con la partecipazione di protagonisti provenienti dalle città di Zenica e Sarajevo. Il progetto è il risultato della collaborazione dell’artista con il fotografo Egbert Trogemann, la produttrice Amra Bakšic Camo e il compositore Bojan Vuletic.

L’opera Zenica Trilogy è composta da tre video installazioni Cistac / The Cleaner, Zgrada / The Building e Scena / The Stage e un portfolio Zenica Mapa / The Portfolio, che illustrano la realtà di post-transizione di Zenica. La cosiddetta “citta di fango e acciaio” era uno dei centri industriali più importanti della Federazione Socialista di Jugoslavia e il simbolo del progresso modernista del paese, il cui sviluppo urbano e demografico era stato promosso da una delle più grandi fabbriche d’acciaio d’Europa, la famosa Željezara. Oggi, nel periodo successivo alla guerra bosniaca (1992-95), la città combatte contro un alto tasso di disoccupazione, un estremo inquinamento atmosferico, insieme ad un sentimento generale di rassegnazione tra i suoi abitanti.

“Nel suo approccio al progetto del padiglione della Bosnia Erzegovina, Danica Dakic indaga il retaggio della modernità, dal Bauhaus ai paradigmi utopici del modernismo internazionale e socialista, stabilendo una relazione poetica con la realtà bosniaca del dopoguerra. Prendendo come punto di partenza il concetto di Total Theatre sviluppato da Walter Gropius, l’artista lo trasforma l’opera in uno spazio di attivazione sociale dove i confini tra palcoscenico e pubblico, tra città reale e immaginata, si dissolvono. In dialogo con l’architettura grandiosa di Palazzo Francesco Molon Ca’ Bernardo, Zenica Trilogy darà vita a complessi nuovi significati”, spiegano i membri del team curatoriale.

Danica Dakic riflette sulla poesia dell’esistenza umana, collaborando spesso con individui che provengono dai segmenti invisibili della società. Attraverso i media della fotografia, del video e dell'installazione, l’artista sarajevese basa il suo lavoro su processi performativi e collaborativi che esplorano i concetti di memoria culturale, linguaggio e identità, il loro continuo evolvere e il loro potenziale utopico. L’architettura e le immagini della storia e della storia dell’arte sono utilizzate dall’artista insieme ai suoi collaboratori per creare dei palcoscenici la cui narrativa viene privata di prerogative politiche, sociali ed economiche. “Zenica Trilogy affronta la responsabilità sociale e individuale nel contesto della Bosnia Erzegovina contemporanea. Nella mia lingua madre la parola "Zenica" evoca l'immagine della pupilla dell'occhio, una metafora di qualcosa di prezioso, oltre che di un punto focale. Insieme ai personaggi intervenuti nel film, ho deciso di indagare le possibilità e le impossibilità di una transizione tra utopia e distopia, tra passato e futuro” spiega l’artista a proposito del suo nuovo lavoro.

Nel corso degli ultimi vent’anni, l’artista ha esposto in occasione delle maggiori rassegne internazionali. Uno dei suoi lavori più conosciuti, El Dorado, è stato presentato a Documenta 12, a Kassel, nel 2007. Ha poi partecipato alla Biennale di Istanbul nel 2003 e 2009, alla Biennale di Sydney e alla Biennale di Liverpool nel 2010, alla Biennale di Kiev nel 2012, alla Biennale di São Paulo nel 2014 e alla Biennale di Cuenca nel 2016. Le sue mostre personali sono state presentate in istituzioni come Kunsthalle Düsseldorf, 2009, Generali Foundation, Vienna, 2010, Museum of Contemporary Art Zagabria, 2010, Hammer Museum Los Angeles, 2011, MMK Museum für Moderne Kunst, Frankfurt am Main (2013), Lehmbruck Museum e Duisburg (2017). Le sue opere si trovano nelle collezioni del Centro Pompidou (Parigi), Generali Foundation (Salzburg), Museum of Contemporary Art MACBA (Barcelona), New National Museum di Monaco NMNM, e Klassik Stiftung Weimar, e altri ancora. Danica Dakic è professore alla Bauhaus-Universität Weimar. Vive a Düsseldorf, Weimar, e Sarajevo. La mostra Zenica Trilogy sarà accompagnata da un catalogo con i contributi di Ulrike Bestgen, Dunja Blaževic, Anja Bogojevic, Senka Ibrišimbegovic, Ana Janevski, Amila Puzicn e Claudia Zini.

Team curatoriale

Anja Bogojevic è una storica dell’arte e curatrice che vive a lavora a Sarajevo dove insegna all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca curatoriale si concentra sulle pratiche artistiche socialmente impegnate e lo spazio pubblico. Con Amila Puzic, gestisce l’Association for Contemporary Curatorial and Art Practices "Mart".

Amila Puzic è una storica dell’arte e curatrice che vive a Mostar e Gothenburg. La tesi di dottorato che sta svolgendo presso l’università di Zagabria si intitola “Art Practices and Strategies in Bosnian-Herzegovinian Art from 1992 to 1999”. Con Anja Bogojevic, gestisce l’Association for Contemporary Curatorial and Art Practices "Mart".

Claudia Zini è una storica dell’arte e curatrice italiana, dottoranda presso il Courtauld Institute of Art di Londra con una tesi dal titolo “Bosnia and Herzegovina: art from a post- conflict society”. E’ fondatrice e direttrice di “Kuma International - Center for Visual Arts from Post-Conflict Societies”. Vive e lavora a Sarajevo.

Orari: Giardini dalle 10.00 alle 18.00. Arsenale dalle 10.00 alle 18.00 (dalle 10.00 alle 20.00 il venerdì e il sabato fino al 30 settembre). Chiuso il lunedì (escluso 13 maggio, 2 settembre, 18 novembre).
Biglietti: si invita a visitare il sito ufficiale. In rete € 21,50 fino al 31 marzo 2019.
Telefono: +39.041.5218711; fax +39.041.5218704
E-mail: aav@labiennale.org
Sito web: Biennale di Venezia


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