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Le origini e la storia della Gondola a Venezia

Le origini della gondola e la storia millenaria della gondola in laguna: dall'Impero Romano ai secoli dell'Alto Medioevo fino ai fasti della Serenissima e ai tempi moderni.

Tariffe Gondola Venezia
Gondola di Venezia - Venezia

(Foto: Gondola con felze, Carlo Naya (1816-1882)

La gondola è la tipica imbarcazione di Venezia che - fino all'avvento delle barche a motore - era il mezzo più idoneo e comune per spostarsi tra i sinuosi canali del centro storico di Venezia.
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Storia

La gondola apparve nei documenti storici solo attorno al X secolo d.C. ma il suo nome dichiara un'origine più antica.

Κονδοῦρα
in greco medievale si usava per definire un tipo di imbarcazione tipico dell'Alto Adriatico - simile al sandolo o alla mascareta che si può apprezzare in alcuni dipinti di Bellini - e in uso a Venezia almeno fin dall'Alto Medioevo.
Insomma la κονδοῦρα era simile all'attuale gondola ma più corta e bassa, e senza la tipica asimmetrica della gondola moderna. Il fondo era basso e piatto per poter navigare meglio nei canali bassi delle barene della laguna veneta.

E questo riporta a un documento molto più antico che testimonia delle capacità di navigazione dei venetiani, ossia di quelle popolazioni, che in seguito alle invasioni dei Visigoti (401) e soprattutto degli Unni di Attila (452), si separarono dagli Eneti dell'entroterra per iniziare a vivere su piccoli isolotti della laguna costruendovi palafitte. Qui si spostarono per secoli su piccole imbarcazioni di cui non si ha testimonianza ma che sicuramente furono - per questioni funzionali - molto simili all'antica κονδοῦρα.

Si tratta del documento scritto nel 537 d.C. da Flavius Magnus Aurelius Cassiodorus, Prefetto Pretorio del Re Ostrogoto Vitige, ai Tribuni Marittimi Veneziani, in cui il Senator chiede l'intervento della flotta dei Veneziani per portare a Ravenna - capitale dell'Impero - dall'Istria la ricca produzione annuale di vino e olio.

"...ubi alternus aestus egrediens modo claudit, modo aperit faciem reciproca inundatione camporum. Hic vobis aquatilium avium more domus est."

dove l'alterna marea che avanza ora chiude, ora apre l'aspetto dei campi con una inondazione che va e viene.
Qui c'è la vostra casa simile agli uccelli acquatici." 

Proinde naves, quas more animalium vestris parietibus illigatis, diligenti cura reficite

Quindi le navi, che al modo degli animali tenete legate alle pareti, rimettete a nuovo con cura diligentemente.

Da questa lettera si deduce che le popolazioni erano già organizzate per un'attività commerciale marittima attraverso il nolo e l'ingaggio di equipaggi regolati dai Tribuni Marittimi.
Cassiodoro riporta inoltre come i Veneziani fossero già dediti alla produzione e al commercio del sale, che all'epoca era ancora una moneta di scambio in tutto il Mediterraneo, e avessero edificato le loro case sugli isolotti della laguna tanto da apparire in mezzo all'acqua o in terraferma a secondo del moto della marea, e di tenere le barche legate come animali fuori casa.

Insomma le imbarcazioni lagunari a fondo piatto erano già in uso a partire dal VI secolo d.C. e Cassiodoro nella lettera parla di secoli anteriori in cui la laguna era già frequentata da popolazioni ormai dedite alla pesca. Ma delle epoche anteriori non si ha nessuna testimonianza né scritta né archeologica.

Da lì la gondola, o il suo antecedente, ha attraversato i secoli della Serenissima senza lasciare traccia fino alla sua apparizione in un documento del 1013 che cita Gondulam vero nullam nulli dare defuerit sine libera vestra voluntate ossia "Certamente nessuna gondola si mancherà di dare a qualcuno senza la vostra sincera volontà".

E poi si arrivò agli anni dei fasti della Serenissima che si mostrano nei dipinti dei grandi pittori come Vittore Carpaccio come Miracolo della Croce a Rialto (1496) o il Miracolo della Croce caduta nel canale di San Lorenzo di Gentile Bellini (1500), un tempo nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e oggi alle Gallerie dell'Accademia. Da queste tele si può ben vedere la fisionomia delle imbarcazioni dei patrizi dell'epoca: meno slanciate e più corte e più basse, la forcola meno curva e più semplice, i ferri di prua e poppa come semplice aste metalliche. Ma era già presente il fèlze, ossia la copertura al centro che offriva intimità ai patrizi e riparo dalle intemperie che - soprattutto in inverno - accompagnavano ogni viaggio in gondola soprattutto la notte.

E quindi solo nel 1600 la gondola prese la fisionomia attuale, allungandosi e creando a poppa lo spazio rialzato più vantaggioso per la remata del gondoliere. La prua si alzò anch'essa acquisendo l'apparato ornamentale che conosciamo oggi, che si distribuì anche lungo tutto lo scafo creando un'imbarcazione sia esternamente e sia internamente che divenne un messaggio dell'opulenza della casa patrizia che la possedeva. A decorare le gondole patrizie furono chiamati i migliori artisti della città e solo un editto del Senato della Repubblica (8 ottobre 1562) fermò questa gara di esibizione della ricchezza stabilendo dei canoni più sobri per l'arredo delle gondole; un editto in realtà poco ascoltato se dovè essere replicato nel 1584 e definitivamente sancito solo con la fine della peste del 1630, che sancì l'uniformità del colore della gondola moderna, che doveva essere nero senza eccezioni, per moderare il fenomeno di ostentazione che si era creato e nel rispetto di un lutto cittadino che aveva già contato 140.000 morti, ossia una terzo della popolazione.

Curiosamente anche i gondolieri si riunivano in corporazione ed avevano uno statuto o mariègola, esattamente come succedeva per le Scuole di Arti e Mestieri e le Scuole Grandi di Venezia.

La gondola così come la si vede oggi - con i ferri di poppa e di prua elaborati, e con il posto del poppiere sopraelevato - già compare nei dipinti del Settecento di Canaletto come Il Canal Grande dal ponte di Rialto verso ca' Foscari (1728) o Il Canal Grande guardando verso nord-est da Palazzo Balbi (1724).

L'attuale aspetto della gondola venne definitivamente assunto verso l'Ottocento; ma rimarrà spazio per molte innovazioni nella costruzione dell'imbarcazioni, che spesso furono introdotte dallo Squero Tramontin & Figli negli ultimi 130 anni.

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