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Scuola
Grande della Misericordia
La
Scuola della Misericordia nel progetto ordinario del Sansovino avrebbe
dovuto oscurare con la propria bellezza ed imponenza qualsiasi altro
edificio a Venezia. Le dimensioni stesse della Scuola spiccano nei confronti
della minuta edilizia civile veneziana e ci indicano le vere e reali
intenzioni di grandiosità: la sala destinata alle riunioni dei confratelli
al primo piano (21 x 49 mt) è seconda solo alla Sala del Maggior Consiglio
a Palazzo Ducale. Al momento della realizzazione, nella seconda metà
del '500, vi è a Venezia un'intensa attività edilizia ed in particolare
per quanto concerne la costruzione delle nuove sedi delle Scuole: la
volontà, quindi, di primeggiare deriva anche da un confronto continuo
con le altre confraternite, spingendo i devoti della Misericordia ad
affidarsi al giovane Sansovino, scultore appena giunto a Venezia fuggendo
dalle atrocità di cui Roma era al tempo funestata.
Il progetto sansoviniano non si distingue solamente per l'inusuale volumetria
ma soprattutto per l'unicità della soluzione prevista per la copertura
del piano nobile: egli, infatti, propose una copertura a volta in pietra
(probabilmente ellittica ribassata), molto lontana dalla tradizione
architettonica lagunare. Una soluzione ardita, unica, eccezionale, per
una "fabbrica" meravigliosa. Purtroppo le svariate vicende belliche
in cui Venezia fu coinvolta, le carestie, le pestilenze, i continui
cambiamenti di programma dovuti alla mancanza di una committenza duratura
a cui far riferimento, fecero sì che del progetto del Sansovino venne
realizzato solo l'impianto strutturale. E' assente perfino (e ne sentiamo
pesantemente la mancanza) il previsto rivestimento delle facciate le
quali, nella visione globale dell'autore, erano come abitudine del tempo
ricoperte di materiali lapidei: un confronto a distanza ma costante
con la Scuola di S.Rocco dove lo Scarpagnino portava a compimento con
magnificenza il prospetto sul campo.
E' sembrato che la sfortunata vicenda che ha accompagnato la costruzione
della Scuola della Misericordia, si sarebbe prolungato per sempre: praticamente
due secoli solo per completarla, per poi essere destinata, con le successive
occupazioni austriache e francesi, alle più svariate funzioni, senza
che mai alcuna potesse rendere giustizia all'importanza artistica e
monumentale che l'edificio richiedeva. Non per ultimo, "l'uso sportivo"
che nella seconda metà di questo secolo se ne è fatto, utilizzandola
come palazzetto dello sport!
Finalmente, questa prolungata offesa all'arte e in primis alla città
è terminata: un esame accurato, attento e paziente dell'architetto Giovanni
Battista Fabbri, che da anni sta lavorando al progetto di recupero,
porterà l'edificio ad una destinazione consona ai propri spazi. Al piano
terra, infatti, troverà posto il CIAM (Centro d'informazione e di ascolto
musicale) mentre il piano superiore verrà adibito a sala auditorium
per musica sinfonica e da camera (ed altri eventi culturali).
Venezia riavrà questo straordinario monumento storico-artistico, e la
Scuola tornerà a vivere.
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