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Scuola
Grande di S. Maria della Carità
La Scuola della Carità rappresenta una delle più antiche tra le istituzioni
laico-religiose veneziane: la data di fondazione è stabilita, infatti,
nel 1260 e fu la prima ad avere l’appellativo di “grande” (tali erano
solo le Scuole dei Battuti ovvero quelle che, come tipo di penitenza,
imponevano ai propri fedeli la flagellazione).
Le vicende della Scuola, soprattutto economiche, permisero ai suoi sostenitori
di acquistare nel corso dei secoli gran parte dell’area di proprietà
del monastero adiacente, dando così la possibilità di erigere l’Albergo,
nel quale ospitare i bisognosi, nonché di servirsi dei terreni vicini.
Le uniche testimonianze che ci permettono di stabilire la fisionomia
architettonica dell’edificio ci vengono da uno splendido dipinto del
Canaletto il quale nel suo
Laboratorio del tagliapietra
ci offre una splendida immagine dell’area intorno alla chiesa della
Carità e quindi della Scuola: da esso si scopre una facciata ornata
da eleganti pinnacoli, con due alte finestre centrali ed un coronamento
curvilineo. Tale conformazione del prospetto sul campo rimase praticamente
immutato fino alla metà del ‘800 ovvero finchè il Massari ne riprogettò
le linee lasciandone poi l’esecuzione al Maccaruzzi: ritroviamo in esso
le colonne corinzie tutt’ora presenti, impostate su alti podi, le quali
inquadrano le slanciate finestre poste ai lati mentre sopra la porta
centrale si apriva una nicchia all’interno della quale veniva posta
una figura scultorea.
Altre statue erano a coronamento del frontone a lunetta posto nella
parte sommitale.
Come tutte
le altre Scuole, anche questa venne soppressa nel 1806 con il famoso
editto napoleonico: il complesso della Carità fu così destinato a sede
dell’Accademia di Belle Arti, attività tutt’ora in corso.
Ancora nel 1808, il Selva, nel revisionare la struttura interna della
Scuola al fine di renderla funzionale al nuovo ruolo a cui era ed è
ancor’oggi destinata (ingresso delle Gallerie), viene a modificare ancora
una volta il prospetto esterno: le due finestre laterali vengono regolarizzate,
senza più alcuna modanatura, viene eliminata la nicchia centrale sopra
il portale d’ingresso, ma soprattutto viene sostituito il coronamento
curvilineo con un possente attico, che dà all’edificio una forma prettamente
austera.
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