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Costruita
nell'ottavo secolo come cappella dogale, la Basilica di San Marco rappresenta
oggi la prova della grande
espansione coloniale
di Venezia visto che risulta in buona parte costruita con materiale d'espolio,
importato dalle colonie orientali. Dall'oriente arriva infatti anche la
reliquia del Santo, che per quanto senza fondamento storico rimane una
delle devozioni più sentite. La facciata principale è organizzata su cinque
portali che immettono ad un nartece; ogni entrata è sormontata da valve
ad archetti con decorazioni musive, di cui però solo la scena del portale
d'estrema sinistra è d'epoca bizantina originale. L'entrata centrale era
dominata dalla famosa Quadriga di cavalli in rame dorato - oggi conservata
al Museo di San Marco - inviata da Costantinopoli al doge Enrico Dandolo
al tempo della Quarta Crociata (1204). Non c'è coerenza nella scelta dei
materiali (colonne di diversi marmi e forme, pinnacoli...) né nel loro
impiego eppure il risultato finale è di estrema armonia ed ha un suo rigore
formale.
Ma il vero tesoro é l'interno: con oltre due chilometri quadrati di mosaici,
la Basilica risulta un preziosissimo gioiello, sia per la profusione dell'oro
sia per la qualità della tecnica musiva impiegata. La cupola con L'Ascensione,
o La lavanda dei piedi, o La Crocefissione mostrano il debito
di Venezia con la cultura bizantina, mentre una scena come La Salomé danzante
della Battistero rispecchia il gusto del gotico internazionale. La pianta
centrale a croce greca sostiene le cinque cupole che rimandano architettonicamente
al modello di Santa Sofia di Instambul, l'allora Costantinopoli con cui
Venezia condivideva molti interessi economici.
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