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La chiesa
fu dedicata ai martiri romani Giovanni e Paolo vissuti nel III sec.,
costruita
dai frati Domenicani tra il XIII ed il XV sec. e consacrata nell'anno
1430.
La facciata è composta di mattoni e suggerisce la divisione
interna della chiesa a tre navate. Nella parte centrale è
presente un grande occhio accompagnato da due aperture minori nelle
parti laterali della facciata. Dalla foto si può apprezzare
come la parte inferiore della facciata sia stata costruita in epoca
più antica rispetto alla parte superiore e sia caratterizzata
dalla presenza di archi gotici sprovvisti di apertura che racchiudono
il portone d'entrata anch'esso gotico ma con chiari influssi rinascimentali.
Tali archi sono luogo di sepoltura di dogi e personaggi in vista
della Serenissima, ospitando ognuno un'urna funeraria (bianca nella
foto). La discontinuità dei materiali tra il portale ed il
resto della facciata si spiega con la realizzazione parziale di
un progetto di rifacimento iniziato nel '400.
L'interno è a pianta a croce latina composta di tre navate
e cappelle laterali, cinque colonne per lato dividono la navata
principale dalle laterali.
La chiesa ospita molti monumenti funebri dei dogi di Venezia che
qui venivano portati per l'onoranza funebre con corteo cittadino.
Tra questi assume
importanza assoluta il Monumento
al Doge Pietro Mocenigo di Pietro Lombardo dove troneggia l'esaltazione
delle virtù che il Doge seppe dimostrare in battaglia contro
i turchi, così il Doge è raffigurato armato e l'urna
è sostenuta da guerrieri.
Sulla navata di destra trova posto un polittico attribuito al Bellini
dal Longhi nel 1914, dopo secoli di diatribe tra critici e studiosi.
L'opera presenta La Pietà, La Vergine e
l'Angelo Annunciante, Episodi della Vita di S. Vincenzo,
Predica del Santo, Guarigione dei Paralitici.
Nella Cappella dell'Addolorata il Mausoleo della Famiglia Dogale
dei Valier su disegno dell'architetto Andrea Tirali e realizzazione
dei maestri scultori veneziani del '700. |