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Il
nome deriva da una miracolosa
immagine della Madonna che uno scultore aveva deposto nell'orto
di casa sua e che presto iniziò ad essere venerata dagli
abitanti del sestiere. La chiesa è tappa fondamentale per
conoscere la pittura di Jacopo Robusti detto il Tintoretto che
qui fu infine sepolto nella cappella di destra vicino all'altare
insieme ai figli.
La fabbrica impegnò tutto il xv secolo - inserendosi su una presistenza
- e risultando una delle strutture più tipiche della Venezia gotica,
come dimostra la tripartizione della facciata. Di derivazione
romanica sono invece le nicchie in cui sono poste le statue dei
Dodici Apostoli opera dei Delle Masegne. Salendo sul ponte di
fronte alla chiesa e voltando lo sguardo è invece possibile
riconoscere il campanile e la grande influenza della cultura araba
sull'architettura veneziana.
La devozione alla Vergine è manifestata all'interno con La
presentazione al Tempio (1552) che Jacopo Tintoretto dipinse
sulle ante dell'organo. E proprio al Tintoretto si deve la decorazione
del presbiterio con due immense tele che appartengono alla fase
giovanile: Il popolo ebraico che adora il vitello d'oro
e Il Giudizio Universale. Mentre sull'altare maggiore domina
L'Annunciazione e Il Padre Eterno in gloria di Jacopo
Palma il Giovane.
La chiesa fu derubata la notte del 1 Marzo 1993 della Madonna
col bambino di Bellini, ancora introvata.
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