Palazzo
Fortuny
Palazzo Fortuny
San Marco - Venezia
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"Mariano
Fortuny fu un grande artista moderno le cui invenzioni spaziavano
dai sistemi di illuminotecnica teatrale a particolari metodi per
la tintura e la stampa dei tessiil. Conoscere le sue opere nelle
collezioni di Palazzo Fortuny mi ha permesso di tracciare dei
paralleli con la mia stessa ricerca. Questioni connesse a luce,
forma, materia, struttura, serialità e arti decorative
sono, infatti, al centro delle mie cure. Immagino questa mostra
come un'opportunità per creare un dialogo tra opere d'arte,
attraverso il tempo, con lo spirito e il lavoro di Fortuny" ,
così Henri Foucault interpreta e spiega la sua presenza
al Fortuny. Le opere esposte al Museo Fortuny comprendono due
serie diverse di composizioni di immagini fotografiche, Sosein
e Satori, centrate sui temi diversi della corporeità, bucate
da punzoni o ridefinite da un fitto strato di spilli d'acciaio
ad esse sovrapposto. Il lavoro è sulla percezione della
luce, sulla ridefinizione del senso del volume, sul rapporto tra
bidimensionale e tridimensionale, tra forma e struttura, e ancora
sul rapporto tra scultura e fotografia. Sosein e Satori, le due
serie qui presentate, sono quindi l'approdo temporaneo di questo
incontro e del superamento radicale delle tradizionali categorie
artistiche, quali: spazio e forma, e insistono sulla serialità
della rappresentazione, qui esaltata attraverso la tensione tra
volume e fulmineità dell'atto fotografico, tra superficialità
e tridimensionalità, tra illusione e realtà. |
Mostra
in corso a
Palazzo Fortuny di Venezia
Tutte
le mostre in corso a Venezia, complete di commento critico, informazioni
sugli orari e periodi di apertura e prezzi dei biglietti!
Foto e link ai siti ufficiali dei musei e delle fondazioni ospitanti
le mostre.
Mostra
in corso dal 4 marzo al 8 maggio 2011
"Paolo Ventura. L'automa"
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L’AUTOMA,
un inedito percorso-racconto visivo ambientato a Venezia durante la Seconda
Guerra Mondiale, realizzato dal fotografo Paolo Ventura (Milano, 1968),
che vive e lavora a New York.
La città e le sue componenti vengono descritte ed interpretate attraverso
una ventina di fotografie (100x120 cm) e un modellino (diorama, di 300x200
cm) - insieme a una selezione di disegni ed acquerelli di studio dei personaggi
e delle ambientazioni - che appaiono come una realtà al contempo veritiera
ed illusoria, se non sostanzialmente onirica.
Attraverso due distinti processi creativi (la realizzazione iperrealistica
dei diorami, che diventano un vero e proprio “set” e l’elaborazione dello
“scatto”) Ventura offre allo sguardo una sorta di artificiosa e ben confezionata
“bugia” che, con dovizia di dettagli, risulta tanto verosimile quanto
lo sono gli elementi narrativi dal sapore tragico e desolante della guerra,
frutto di memorie familiari tramandate durante l’infanzia. Si tratta di
una chiave sicuramente inusuale e poetica per raccontare una storia, in
bilico tra sogno e realtà, tra cinema e scenografia, tra fotografia e
memoria.
La vicenda si sviluppa nel 1943, sotto l’occupazione tedesca. Venezia
è una città vuota e avvolta permanentemente da una sottile nebbia surreale
che ne appiattisce i volumi e la tramuta in una sorta di quinta teatrale.
Qui, un vecchio ebreo, ormai solo, appassionato di libri e “automi”, decide
di costruirne uno, programmandone i meccanismi affinché in occasione di
pranzi e cene saluti il suo anziano commensale con un fragoroso “brindisi”.
Quando, nel dicembre dello stesso anno, inizia il rastrellamento del Ghetto
ed il conseguente arresto, finalizzato alla deportazione dei pochi ebrei
rimasti, l’uomo si trova a casa mentre sente arrivare la polizia a perquisire
la sua abitazione. È quasi ora di cena e nonostante sia nascosto con il
suo “automa”, sente iniziare ad attivarsi lentamente quegli ingranaggi
che inevitabilmente avrebbero portato al quotidiano saluto e di conseguenza
al suo arresto. Ma quando tutto sembra perduto, improvvisamente l’arto
meccanico si blocca, rimanendo in silenzio, mentre la polizia abbandona
l’abitazione…il vecchio è salvo, ma quel giorno saranno 200 gli ebrei
arrestati e deportati, la maggior parte dei quali non farà più ritorno.
Parte delle opere in mostra si sposteranno in giugno al “Museum of art
and design” di New York.
Orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. La biglietteria
chiude mezz’ora prima. 25 dicembre 2010 e 1 gennaio 2011 chiuso.
Biglietti: intero € 9,00 euro; ridotto € 6,00 euro (residenti
e nati nel Comune di Venezia, under 25, over 65, membri I.C.O.M. acquirenti
del biglietto per I Musei di Piazza San Marco, Museum pass Musei Civici
Veneziani).
Gratuito per i bambini 0/5 anni, portatori di handicap con accompagnatore,
guide autorizzate, interpreti turistici* che accompagnino gruppi. Per
i gruppi: 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione
Informazioni e prenotazioni: info@fmcvenezia.it
call center 848082000 (dall’Italia)
+3904142730892 (dall’estero)
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