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Mostra
in CORSO dal 16 marzo al 29 maggio 2011
"Venezia che spera. L'Unione
all'Italia (1859-1869)"
Organizzata
nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità
d'Italia, che culmineranno nella “Notte Tricolore” tra il
16 e il 17 marzo 2011 - durante la quale il Museo Correr (Percorso integrato
con le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana e il Museo Archeologico
Nazionale) resterà eccezionalmente aperto fino alle ore 22 - la
mostra documenta gli avvenimenti più significativi del periodo
compreso tra il 1859 e il 1866, ovvero dalla seconda Guerra d’Indipendenza
fino all'annessione di Venezia e del Veneto al Regno d'Italia, attraverso
la presentazione di un ricco apparato iconografico e di una cospicua selezione
di documenti storici provenienti per lo più dalle importanti collezioni
civiche risorgimentali, oltre che di un nucleo di opere giunte da altre
importanti musei italiani, come il Museo del Risorgimento di Milano, il
Castello di Miramare di Trieste e i Musei Civici di Udine e Pordenone.
Curata da Giandomenico Romanelli e Camillo Tonini, si articola in cinque
sezioni - Venezia che spera, L’Austria a Venezia, Venezia nei documenti
fotografici dell’epoca, L’Attesa, Venezia all’Italia
– ospitate al Museo Correr, iniziando dalla Salone da Ballo al primo
piano per proseguire al secondo piano. Vengono quindi esposte più
di duecento opere, tra dipinti, ritratti istituzionali, esempi di cartografia
pre-unitaria, monete, medaglie e distintivi, una ricca serie di suggestive
foto d’epoca, disegni, manifesti, bozzetti per i monumenti commemorativi
degli eroi risorgimentali, oltre a tanti altri cimeli e rarità,
tra cui molti inediti.
Il catalogo Marsilio, curato da Cristina Crisafulli, Franca Lugato e Camillo
Tonini, raccoglie scritti di Giandomenico Romanelli, Michele Gottardi,
Nadia Maria Filippini, Tiziana Agostini, Leonardo Mezzaroba, Camillo Tonini,
Franca Lugato, Cristina Crisafulli, Giovanni Sarpellon Maria Voltolina
e Claudio Franzini. Allestimento a cura di Daniela Ferretti.
L’iniziativa è prodotta dalla Fondazione Musei Civici Veneziani
in collaborazione con il Comune di Venezia - Presidenza del Consiglio
e Assessorato alle Attività Culturali. Con questa mostra dedicata
all'epopea risorgimentale veneziana, la Fondazione Musei Civici di Venezia
assieme al Comune di Venezia aderisce alle celebrazioni per il 150°
anniversario dell'Unità d'Italia.
Attraverso un percorso espositivo ricco e variegato viene illustrato come
la città lagunare affrontò gli eventi che la portarono ad
affrancarsi dal dominio austriaco per entrare a far parte nel 1866 al
Regno d’Italia a seguito della terza Guerra d’Indipendenza.
Venezia che spera è il nome della mostra e anche della prima sezione
espositiva, ospitata nel Salone da Ballo della Reggia che, dopo Napoleone
e gli Asburgo, con l'annessione all'Italia, divenne la dimora ufficiale
di casa Savoia a Venezia. Il titolo si ispira ad un celebre quadro di
Andrea Appiani jr. (Milano, 1814-1865) proveniente dal Museo del Risorgimento
di Milano, che raffigura un’allegoria di Venezia, non ancora unita
all'Italia, ma “speranzosa” nel prossimo futuro.
Alcuni
pittori, partendo dal biennio rivoluzionario del 1848-49 rappresentarono
in forma allegorica la Venezia irredenta e desiderosa di riscatto, in
una serie di seducenti immagini che, rievocando la memoria di quei giorni,
vengono qui proposte assieme a vedute della città, che mettono
in evidenza la passione per il tricolore durante alcuni riti civici ma
anche nei tragici momenti in cui la città subì l’assedio
e la capitolazione nell’estate del 1849.
Dagli straordinari “reporter” d’epoca Ippolito Caffi
(Belluno,1809- Lissa, 1866) e Luigi Querena (Venezia, 1824-1887), che
documentarono con lavori vivacizzati dai colori bianco, rosso e verde,
luoghi e avvenimenti emblematici della Venezia di quei giorni, si giunge
ad artisti che raffigurarono l’immagine personificata di Venezia,
esprimendo con grande forza evocativa le spente speranze di annessione
della città tradita e disillusa, dopo il trattato di Villafranca
(1859) con il quale solo la Lombardia passava al nuovo Regno Sabaudo.
È il caso, oltre al già citato Appiani jr., di Giacomo Casa
(Conegliano Veneto, Treviso,1823- Roma, 1887), che, con il grande telero
dell’Unione di Venezia all'Italia, celebra l'avvenuta annessione
al Regno Sabaudo attraverso una “veronesiana” personificazione
della città inginocchiata dinanzi al Re d'Italia, mentre, tra la
folla che assiste all'evento, sono riconoscibili i protagonisti del Risorgimento
italiano.
Le sale espositive al secondo piano accolgono la seconda sezione, L’Austria
a Venezia, dedicata al periodo della terza dominazione austriaca (1849-1866),
evocato da alcuni ritratti istituzionali e dalla cartografia d'epoca,
che illustrano la situazione dell'Italia pre-unitaria, in particolare
quella dei possedimenti della Monarchia asburgica all'apice della sua
potenza.
Un argomento di particolare interesse riguarda la costruzione del ponte
ferroviario translagunare, che così profondamente avrebbe inciso
sul tessuto urbano della città strappandola dalla sua insularità,
incrementando il polo commerciale e industriale anche attraverso gli imponenti
lavori per lo sviluppo portuale dell'alto Adriatico.
Inoltre, dalle ricche raccolte numismatiche civiche, vengono presentate
alcune monete di grande interesse, come quelle di Francesco Giuseppe (che
furono le ultime coniate nella Zecca di Venezia, dimessa dopo l'annessione),
oltre a medaglie che immortalano eventi riguardanti la corte imperiale
a Venezia e ad alcuni interessanti distintivi che offrono una vasta panoramica
del ricco apparato burocratico veneziano dell'epoca.
A catalogo sono allegati stralci di un puntuale, quanto riservato testimone,
Emmanuele Antonio Cicogna (Venezia, 1789-1868), che nei suoi Diari, conservati
presso la Biblioteca del Museo Correr, annotava i quotidiani episodi di
censura austriaca e di fermento patriottico che in quegli anni erano diffusi
in città.
La terza sezione, Venezia nei documenti fotografici dell’epoca,
presenta alcuni straordinari documenti fotografici provenienti dagli archivi
della Fondazione Musei Civici di Venezia. Si tratta di vedute della città
durante l'occupazione austriaca, ma anche di numerosi ritratti di protagonisti,
testimoni dell'epoca (Napoleone III, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi,
Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Nicolò Tommaseo, Anna Maria Marsich
Bandiera…) ed alcune eccezionali riprese di avvenimenti.
Del pittore e fotografo Domenico Bresolin sono esposte le stampe fotografiche
su carta salata di edifici e architetture (del 1857 ca); ma importanti
sono anche gli “scatti” di Carlo Ponti e Carlo Naya, il più
noto fotografo del periodo, autore di uno sterminato catalogo fotografico
di monumenti, opere d'arte, scorci e vedute, oltre alla rarissima foto
di Beniamino Giuseppe Coen che ritrae nel 1853 ca. alcuni soldati austriaci
in Piazzetta S. Marco in servizio durante la festa del Corpus Domini.
Il ciclo di quattro dipinti di Vincenzo Giacomelli (Grizzo, Pordenone,1814-
Venezia,1890), pittore-soldato durante l'eroica resistenza di Venezia
(1848-1849), apre la quarta sezione, dedicata a L’Attesa. Questi
raffigurano alcuni episodi delle tre guerre di indipendenza ma soprattutto
documentano la presenza sabauda nell’epopea risorgimentale. Qui
si trova anche un ritratto del garibaldino Pietro Cortes (Venezia, 1831
– 1908), uno dei tanti patrioti-esuli che dedicarono tutta la vita
all'indipendenza italiana, prima lottando per la liberazione di Venezia
dagli austriaci, poi cospirando lontano dal Veneto, il quale alla sua
morte donò la sua vastissima raccolta di cimeli risorgimentali
alla Municipalità di Venezia. Tra questi, ricco di valenza simbolica
è anche il Ritratto femminile di una sconsolata giovane con in
mano il Trattato di Villafranca, che, concluso tra Napoleone III re di
Francia e Francesco Giuseppe d'Austria, sanciva la cessione della Lombardia
al re di Sardegna Vittorio Emanuele II mentre il Veneto restava agli Asburgo.
Di Ippolito Caffì, patriota esule e pittore di storia, oltre all’Autoritratto,
proveniente dalla Cassa di Risparmio di Venezia, viene presentata una
serie di appunti grafici tratti dai suoi taccuini. In questi sono annotati
alcuni momenti salienti, come l'incontro di Vittorio Emanuele con Garibaldi
a Napoli, usato come studio preparatorio per un grande quadro oggi alla
Galleria Sabauda di Torino, gli schizzi che lo vedono recluso nelle carceri
veneziane di San Severo, fino al piccolo disegno della “Re d'Italia”,
la nave ammiraglia italiana sulla quale l’artista trovò la
morte nella battaglia di Lissa (1866).
Dopo gli esiti favorevoli della terza Guerra di Indipendenza e con il
plebiscito del 20-21 ottobre 1866, il Veneto arriva il momento di entrare
nel Regno d'Italia. L'entusiasmo popolare per la nuova situazione politica
viene evocato nella quinta e ultima sezione della mostra, Venezia all’Italia,
attraverso l'iconografia dell’epoca e documenti conservati nelle
raccolte civiche. La celebrazione dell'epopea risorgimentale attraverso
alcuni monumenti cittadini che ricordano i protagonisti del Risorgimento
sono oggetto di una parte di questa sezione, dove vengono documentati
attraverso bozzetti preparatori, dipinti e suggestive foto d'epoca, i
monumenti eretti per celebrare Daniele Manin, Vittorio Emanuele II, Niccolò
Tommaseo, e Giuseppe Garibaldi.
Completa l’offerta espositiva un ricco apparato didascalico con
pannelli esplicativi, tavole sinottiche e didascalie che rendono più
agevoli e comprensibili al pubblico i temi trattati in mostra, oltre a
un ampio e articolato programma di attività didattiche, curato
dai Servizi Educativi, rivolto a differenti fasce scolastiche, come il
percorso storico in forma di gioco “Dagli Asburgo ai Savoia.
Venezia 1861-1866” (scuola primaria II ciclo e secondaria) o al
pubblico di ogni età, come i matineé.
Orario: Dal 1 di Aprile al 2 novembre: 10.00 - 19.00. Dal 3 Novembre
al 31 Marzo: 10.00 - 17.00. La biglietteria chiude un'ora prima.
Ingresso: Un unico biglietto valido per: Palazzo Ducale - Museo Correr
- Museo Archeologico Nazionale - Sale
Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Intero €
12; ridotto: € 6,50, ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai
15 ai 29 anni; accompagnatori (max 2) di gruppi di ragazzi e studenti;
cittadini U.E. ultrasessantacinquenni; titolari di Carta Rolling Venice
e Venice Card; possessori di biglietto d'accesso ai musei Civici Veneziani;
Soci Touring Club.
Gratuito: residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni;
portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti
turistici* che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti
previa prenotazione; membri I.C.O.M.. |