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SAN SERVOLO
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I Benedettini vissero sull'isola fino all'inizio del XII secolo quando la cedettero alle Monache Benedettine, fuggite dalla città di Malamocco (1109). Le monache vi rimasero per circa 500 anni durante i quali furono rifondati gli edifici e fu costruito il Campanile, terminato il 15 settembre 1456. Per ordine del Senato le Monache Benedettine furono trasferite nel Convento di Santa Maria dell'Umiltà a Venezia (27 giugno 1615) e l'isola rimase disabitata a parte per la presenza di un custode cappellano che officiava la messa per gli ortolani che frequentavano l'isola. Furono inoltre creati dei depositi di grano pubblico e fu aperto l'ospedale per ospitare malati di peste (1630). Con il passaggio di Venezia al Regno d'Italia (1866) San Servolo fu affidato alla Provincia di Venezia che la gestì fino al 1978 quando venne approvata la legge 180/1978, meglio nota come legge Basaglia, che sanciva la chiusura degli manicomi. Durante l'ultima decade del XX secolo la Provincia di Venezia avviò un programma di ridestinazione culturale dell'isola che oggi è sede della Fondazione San Servolo I.R.S.E.S.C. (Istituto per le Ricerche e per gli Studi sull’Emarginazione Sociale e Culturale), della Venice International University come residenza per studenti di dottorato e studenti internazionali e, dal 2008, di una sede dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. Nell'isola è visitabile un Museo del Manicomio, una farmacia antica ed una biblioteca. La linea di trasporto pubblico è la numero 20 che parte ogni circa mezz'ora dall'imbarcadero si San Zaccaria e raggiunge San Servolo in circa 5 minuti. Sito web: Fondazione San Servolo |
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