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SAN LAZZARO
DEGLI ARMENI

Salpa per altre isole

 

 

L'Isola di San Lazzaro degli Armeni si trova sulla direttrice San Marco-San Giorgio-Lido percorsa dalla linea 20 del vaporetto che permette di raggiungerla per le visite turistiche e religiose. L'isola ha un'estensione di 3 ettari.

Prime notizie si hanno a partire dal IX secolo d.C. quando la Serenissima decide il suo affidamento all'Abate del Monastero benedettino di S. Ilario di Fusina (810).
Il circuito di quest'isola è tenuto recinto di muro, e se non fosse per l'incomodo delle secche, e paludi, che la circondano, riuscirebbe assai delitiosa.

Vincenzo Coronelli, Isolario, 1696.
All'attività dei monaci si affianca presto quella ospedaliera quando l'ospedale dei lebbrosi di S. Trovaso viene trasferito a San Lazzaro per iniziativa del nobile Leone Paolini (1182). È da questo momento che l'isola assume il nome attuale con chiaro riferimento all'attività svolta. A quest'epoca risale anche la costruzione della prima chiesa intitolata a San Leone Magno.
Nel XIV secolo viene costruita l'attuale chiesa di San Lazzaro.

La riduzione drastica dei casi di lebbra induce il Senato a decidere una ridestinazione d'uso dell'isola a favore dei poveri (metà del '500) ma presto si decide il trasferimento di ogni attività a Venezia presso S. Giovanni e Paolo (1601). L'isola rimane così deserta fino al 1651 quando certi Padri Domenicani profughi da Creta si sistemano a San Lazzaro per circa 20 anni.


Nel 1678 è la volta dei Gesuiti, che la abitano per poco tempo in quanto il Senato della Repubblica ne decide la trasformazione in fabbrica di armamenti per le proprie esigenze belliche dovute al conflitto di Morea in Grecia. Alla fine del '600 San Lazzaro risulta abitata da un cappellano che vi officia messa ogni giorno e frequentata da ortolani di Venezia.

Nel 1717 il Senato dona l'isola per sempre ai Padri Armeni Mechitaristi perseguitati dai Turchi e l'isola completa così il suo nome in quello attuale. Seguendo i progetti di Mechitar vengono svolti lavori di restauro e costruzione della chiesa e del convento. San Lazzaro diviene poi sede di una stamperia per testi in lingue orientali (1789) cosa che la salverà dall'editto napoleonico di sopressione degli Ordini religiosi (1807) in quanto considerata sede culturale. Durante l'800 ed il '900 alcuni lavori di bonifica e manutenzione del territorio le conferiscono l'aspetto attuale. Una curiosità: all'inizio dell'800 l'isola viene frequentata dal poeta Lord Byron che qui impara l'armeno ed apprezza molto la Vartanush, una speciale marmellata fatta con petali di rosa tutt'ora prodotta dai monaci dell'isola.

Sull'isola è possibile visitare la tomba di Mechitar (1676-1749), i giardini, la chiesa, il monastero, un museo di manoscritti ed una biblioteca che ospita circa 200.000 volumi.
San Lazzaro degli Armeni è raggiungibile dall'imbarcadero di San Zaccaria vicino a Piazza San Marco (linea 20) in circa dieci minuti. Per gli orari e le info si consulti il sito ufficiale:

Sito Web: San Lazzaro degli Armeni

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