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Chiesa
della Madonna dell'Orto: il nome deriva da un'immagine della Madonna
che uno scultore aveva deposto nell'orto di casa sua e che presto iniziò
ad essere venerata dagli abitanti del sestiere. La chiesa è tappa
fondamentale per conoscere la pittura di Jacopo Robusti detto il Tintoretto
che qui fu infine sepolto nella cappella di destra vicino all'altare insieme
ai figli. La fabbrica impegnò tutto il xv secolo - inserendosi su una presistenza
- e risultando una delle strutture più tipiche della Venezia gotica, come
dimostra la tripartizione della facciata. Di derivazione romanica sono invece
le nicchie in cui sono poste le statue dei Dodici Apostoli opera dei Delle
Masegne. Salendo sul ponte... |
Rialto
Bridge: fino al XVI° secolo Venezia era costituita da tante
isole, collegate localmente da ponti che non potevano certamente costituire
elementi solidi e duraturi. Il problema di unire le diverse parti della
città in uno dei punti più caratteristici del Canal Grande, era
da tempo questione aspramente dibattuta e mai risolta nella repubblica
lagunare. Alla fine fu il progetto di Antonio da Ponte a vincere
la competizione bandita, grazie ad un ponte ad unica arcata lungo 48 mt
e largo 22 mt; andò a sostituire definitivamente la precedente struttura
lignea apribile, che per secoli aveva caratterizzato questo tratto del
canale (rappresentata in modo sublime nel celebre dipinto del Carpaccio
"Guarigione di un ossesso"). Posta le prime pietre di fondazione nel 1588, il ponte venne completato nei decenni successivi permettendo finalmente una continuità "fisica" tra le aree marciane e quelle realtine. |
Ca'
D'Oro: considerato un tempo uno dei palazzi più sontuosi di Venezia
grazie alla policromia della sua facciata, la Ca' D'oro conobbe un periodo
di declino a causa di numerosi restauri succedutisi lungo un arco di cinque
secoli, fino a quando il barone Giorgio Franchetti l'acquistò alla
fine dell'800 per farne una galleria d'arte. All'interno si possono ammirare
opere del Mantegna, di Diana e del Carpaccio. Inoltre sono esposte tele
di scuola fiamminga e i resti delle decorazioni murali che un tempo abbellivano
le facciate dei palazzi che si affaciavano sul Canal Grande. Al pian terreno
si può ammirare la vera da pozzo di Bartolomeo Da Bon, un vero capolavoro
in marmo rosso di Verona del 1427. |
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© IN VENICE
TODAY 1999-2007 |
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